Definizione e processo di floccatura
La floccatura consiste nell'applicare su un supporto spalmato di adesivo una polvere di fibre tessili molto corte, chiamate flock. Un campo elettrostatico orienta le fibre in verticale, così la superficie risulta fitta e uniforme, con l'aspetto e la mano del velluto.
Il supporto è una carta che rende il materiale lavorabile su macchine da rivestimento come una normale carta da copertina. Per questo si parla di carta floccata o di carta effetto velluto, distinguendola dal velluto tessile vero e proprio.
Rispetto a una carta stampata, la carta floccata ha uno spessore maggiore e una superficie comprimibile: questo influisce sulle tolleranze di incastro tra coperchio e fondo e sulla profondità degli incavi negli inserti. In fase di progettazione va quindi considerata come un materiale a sé, non come una semplice carta colorata.
Dove si usa la carta floccata
L'effetto velluto comunica cura e protezione. Per questo compare soprattutto dove il prodotto viene appoggiato o dove il cliente apre la confezione.
- Interno di scatole per gioielli e orologi
- Rivestimento di inserti sagomati che accolgono flaconi o bottiglie
- Fondi di cofanetti regalo e confezioni per cosmetici di fascia alta
- Esterni di scatole piccole dal forte impatto tattile
- Vassoi espositivi per vetrine e campionari
Carta floccata o velluto tessile?
Il velluto tessile ha un pelo più lungo e un drappeggio naturale, ma è più delicato da lavorare e meno stabile sugli spigoli. La carta floccata, invece, si piega e si incolla con precisione, mantiene forme nette e ha costi di lavorazione generalmente più contenuti.
Per una scatola anello con fessura, un vassoio con incavi o il rivestimento di un inserto in cartone, la carta floccata è spesso la scelta più pratica. Per un astuccio morbido o un sacchetto si preferisce il tessuto.
Personalizzazione ed effetti
La superficie fibrosa non accetta la stampa offset tradizionale. Si personalizza invece con stampa a caldo, che crea un forte contrasto tra lamina lucida e fondo opaco, oppure con goffratura e debossing, che sul flock danno un effetto inciso molto elegante.
I colori disponibili variano a seconda del produttore: nero, blu notte, bordeaux e tonalità neutre sono le più comuni. Prima di scegliere, valuta il campione dal vivo, perché il velluto cambia tonalità con la luce e con la direzione delle fibre.
Errori da evitare
Termini collegati: inserto su misura, carta da rivestimento, stampa a caldo, goffratura, soft touch.
- Usare il flock su superfici soggette a forte sfregamento, dove può lucidarsi
- Dimenticare che polvere e pelucchi si notano di più sui colori scuri
- Progettare loghi a caldo con linee troppo sottili
- Sottovalutare lo spessore aggiuntivo negli incastri dell'inserto
Interni effetto velluto realizzati da Expo Project
Expo Project progetta in CAD l'inserto e la scatola insieme, tenendo conto dello spessore del materiale floccato, e realizza internamente rivestimento e assemblaggio. Con un prototipo rapido puoi verificare come il prodotto si appoggia nell'incavo e come appare il velluto sotto la luce del punto vendita. Raccontaci cosa devi contenere e richiedi un preventivo per il tuo interno effetto velluto.
Domande frequenti
La carta floccata è vero velluto?
No. È una carta su cui vengono applicate fibre corte che riproducono l'aspetto e il tatto del velluto. Il velluto tessile è invece un tessuto con pelo.
Si può stampare un logo sulla carta floccata?
Sì, con la stampa a caldo o con goffratura e debossing. La stampa offset non è adatta alla superficie fibrosa.
La carta floccata è riciclabile?
Dipende dalla composizione delle fibre e dell'adesivo. È un materiale composito, quindi va considerato nella valutazione di riciclabilità della confezione, soprattutto in vista dei requisiti del Regolamento (UE) 2025/40.
Come si pulisce un interno in velluto?
Basta una spazzola morbida o un rullo levapelucchi. Va evitato l'uso di liquidi, che possono macchiare o appiattire le fibre.
Quale colore di velluto valorizza meglio un gioiello?
Il nero e il blu notte fanno risaltare metalli chiari e pietre brillanti, mentre i toni neutri come grigio perla o beige si abbinano bene all'oro giallo e rosa. La scelta va fatta guardando il prodotto reale appoggiato sul campione.
